Ricerca e innovazione per il futuro dell’Ateneo
La ricerca rappresenta una delle missioni fondamentali dell’Università e costituisce il terreno su cui si fondano il progresso scientifico, la qualità della didattica e il contributo concreto dell’Ateneo allo sviluppo del territorio e della società. Promuovere una ricerca di qualità significa creare un ambiente fertile in cui le idee possano nascere, svilupparsi e tradursi in soluzioni, servizi, opportunità.
L’Università di Salerno, con la ricchezza delle sue competenze e la sua forte connessione con il territorio, può e deve ambire a diventare un punto di riferimento per l’eccellenza scientifica, l’innovazione tecnologica e la diffusione del sapere.
3.1 Una visione integrata della ricerca
Intendo sviluppare una strategia di Ateneo che valorizzi tutte le forme di ricerca: quella di base e quella applicata, quella individuale e quella di gruppo, quella disciplinare e quella interdisciplinare. Bisogna costruire un ecosistema in cui la ricerca sia sostenuta da servizi efficaci, strutture adeguate, reti di collaborazione nazionali e internazionali; una ricerca che alimenti la didattica, che dialoghi con le imprese, che si faccia spazio nella società.
In linea con i principi e le opportunità offerte dai finanziamenti europei, il nostro Ateneo deve diventare sempre più competitivo, inclusivo e proattivo. Tali linee programmatiche nascono da una visione strategica integrata che coinvolge Dipartimenti, Centri di ricerca, Scuole di Dottorato, e infrastrutture per la valorizzazione delle conoscenze, e il mondo delle imprese. È, inoltre, fondamentale rendere operativo e rafforzare l’accordo quadro di collaborazione tra le Università campane, concretizzando la costituzione di un vero e proprio Consorzio funzionale che possa consentire l’attivazione di iniziative di interesse comune come, ad esempio, un Dottorato di Ricerca regionale con il finanziamento da parte della Regione Campania di borse di dottorato aggiuntive rispetto a quelle già esistenti.
3.2 Sostegno alla progettualità e accesso ai finanziamenti
Per permettere a tutte le aree scientifico-disciplinari di accedere a finanziamenti per la ricerca, da bandi competitivi nazionali e internazionali, occorre rafforzare il supporto alla progettazione della ricerca. Un Ufficio Ricerca di Ateneo proattivo, con figure di progettisti e project manager, esperte nella redazione, architettura e gestione dei progetti, rappresenta a mio giudizio una priorità insieme a task force interdisciplinari (personale con esperienza in management e gestione di progetti) costituite presso i Dipartimenti per facilitare l’accesso a fondi europei, PRIN, ERC e Horizon Europe, soprattutto nelle aree disciplinari, e gestire la fase di transizione del PNRR.
L’interdisciplinarietà deve rappresentare l’elemento di differenza progettuale. Le scienze umane, sociali ed economiche devono dialogare con le scienze dure: possono, infatti, fungere da elemento di coesione dei grandi progetti che l’Ateneo promuoverà in ambito internazionale per il contributo cruciale all’analisi critica, all’etica, alla governance, alla sostenibilità ed alla trasformazione sociale.
Altri Atenei italiani hanno già sperimentato con successo l’istituzione della figura del Project Manager di ricerca dipartimentale. Intendo istituire tale figura, la cui attività deve essere centrata sullo scouting dei bandi e il matching fra domanda e offerta di ricerca, potrà consentire di cogliere appieno le opportunità progettuali. Analogamente, sarà intenzione di questa nuova governance istituire workshop di scrittura progettuale per preparare meglio i candidati alla predisposizione di progetti di ricerca nazionali e internazionali.
Non nascondo che questo richiede un reclutamento di personale amministrativo con formazione specifica e competenze ibride e prevede una formazione continua rispetto ai nuovi piani di finanziamento internazionali e nazionali, nonché un migliore utilizzo dei servizi offerti dall’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE), alla quale l’Università di Salerno aderisce in qualità di socio, ma di cui, finora, non ha sfruttato pienamente le potenzialità in termini di informazione, formazione e assistenza.
È necessario che l’Ateneo potenzi le proposte di ricerca in ambito Europeo: bisogna incoraggiare chi invia progetti valutati positivamente, anche se non finanziati, a insistere, mediante riconoscimenti e supporto attivo. Molti Atenei italiani si muovono in questa direzione da anni, con strutture dedicate per le quali sono stati fatti investimenti adeguati. Gli uffici di supporto alle attività di ricerca devono essere potenziati a favore di tale evoluzione.
Interventi mirati sul bilancio di Ateneo, insieme alla costituzione di Centri di servizi per la ricerca, permetteranno di sostenere progettualità emergenti, start-up di gruppi di ricerca, iniziative di prevalutazione e scouting, bandi interni e fondi per il cofinanziamento della ricerca.
3.3 Giovani ricercatori e attrazione dei talenti
Il futuro della ricerca passa dalla capacità dell’Ateneo di attrarre, formare e trattenere talenti. Poco o nulla è stato fatto finora per programmi di mentoring, borse di ricerca competitive, tenure track chiare, incentivi per la mobilità internazionale e il rientro di giovani ricercatori italiani; tutte azioni che intendo introdurre. Per evitare la fuga dei nostri giovani talenti e invogliarne l’ingresso dall’esterno il percorso post-dottorale sarà sostenuto attraverso fondi dedicati, premi per la produzione scientifica e accesso agevolato a infrastrutture e bandi competitivi di Ateneo per rafforzare la competitività sui bandi nazionali ed europei.
3.4 Ricerca interdisciplinare e sfide globali
Le grandi sfide contemporanee – sostenibilità, salute, transizione digitale, cambiamento climatico, equità sociale – richiedono approcci interdisciplinari e transdisciplinari. Per me, parlare di ricerca diffusa significa innanzitutto riconoscere che la qualità e l’innovazione nascono ovunque: dai grandi gruppi strutturati, a quelli più piccoli, nei giovani laboratori e nei progetti che partono dal basso. Ogni idea merita di essere messa alla prova e sostenuta, ogni competenza può essere la chiave per un’innovazione significativa.
È per questo che intendo promuovere forme di finanziamento competitive ma inclusive, attraverso bandi competitivi di Ateneo per tutti i settori. Una visione che mi impegno a concretizzare è favorire la nascita di centri e hub di ricerca tematici, in grado di aggregare le diverse competenze presenti nel nostro Ateneo intorno a progetti strategici, supportati da bandi interni per progetti interdipartimentali, con attenzione alla parità di accesso e alla rappresentanza di giovani ricercatori. Anche le iniziative già presenti, come i Dipartimenti di Eccellenza, saranno rafforzate e messe a sistema per generare effetti moltiplicatori su tutta la comunità scientifica.
3.5 Ricerca internazionale, connessa e attrattiva
La globalizzazione della ricerca rappresenta una delle principali sfide per la maggior parte degli Atenei nel mondo. Da un punto di vista strategico, investire nell’internazionalizzazione dei ricercatori del nostro Ateneo non può che avere effetti positivi. Favorire la mobilità internazionale, lo scambio di esperienze, la condivisione a livello globale di progetti e attività di ricerca, porterà vantaggio sia al singolo ricercatore sia all’Ateneo.
L’internazionalizzazione introduce nuove prospettive e stimoli e inserisce l’Ateneo in reti globali della conoscenza. Un ecosistema solido deve sapersi aprire al confronto e all’apprendimento reciproco, accogliendo stimoli dall’esterno. La dimensione internazionale sarà di grande rilevanza nel nostro progetto e vogliamo che la nostra Università sia protagonista nelle reti globali della ricerca.
Negli anni il nostro Ateneo ha messo in campo tante azioni, adeguate a quanto attiene alla didattica ma parzialmente scollegate con la ricerca; è tempo di dare nuovo impulso con un piano pluriennale di azioni coordinate e investimenti, potenziare tutte le strutture di supporto a queste iniziative, in modo da anticipare il prima possibile i benefici che arrivano dalla internazionalizzazione delle attività di ricerca.
Oltre agli accordi di cooperazione internazionale bilaterali a vari livelli, in quest’ottica, diventa cruciale intensificare e sostenere la partecipazione attiva a reti accademiche europee e programmi internazionali e rafforzare la presenza del nostro Ateneo nei tavoli decisionali dei futuri programmi di investimento europei attraverso l’adesione mirata a iniziative come le European Technology Platforms (ETP) che sono il motore propulsore della pianificazione strategica delle priorità di ricerca dei programmi europei.
La partecipazione a programmi internazionali, punto debole del nostro Ateneo, va sostenuta anche con risorse per l’ampliamento dei programmi di visiting scientist, scambi e scuole internazionali per giovani ricercatori e ricercatrici e per azioni specificatamente mirate anche all’internazionalizzazione dei dottorati di ricerca con incentivi allo co-tutela e alla mobilità.
3.6 Valorizzazione dei risultati e impatto sul territorio
La ricerca dell’Ateneo deve contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio. Per questo, rafforzeremo le attività di valorizzazione delle conoscenze. L’ Ufficio per la Valorizzazione delle Conoscenze (già Terza Missione) sarà potenziato per supportare le attività di brevettazione, spin-off, start-up, contratti conto terzi, rapporti con imprese e pubbliche amministrazioni. Saranno promossi eventi di public engagement, iniziative con le scuole, laboratori aperti e progetti di scienza partecipata.
La comunicazione della ricerca sarà oggetto di una strategia integrata e professionale, attraverso l’istituzione del nuovo “Ufficio Comunicazione e Promozione di Ateneo”, che, in sinergia con agenzie di marketing incaricate, potrà supportare i Direttori di Dipartimento e il corpo docente nella preparazione di brochure e presentazioni professionali delle attività di ricerca, di particolare impatto ed efficacia comunicativa, nonché fruibili sia sul web che su dispositivi mobili e piattaforme social. Tale Ufficio si occuperà altresì di pubblicizzare le attività di ricerca a mezzo stampa, nonché attraverso il web e le piattaforme social.
3.7 Infrastrutture, spazi e sostenibilità della ricerca
La tutela dell’ambiente è uno dei valori cardine del nostro Ateneo, così come l’attenzione alla sostenibilità energetica e ambientale delle strutture, alla sicurezza e alla gestione integrata degli spazi in accordo con linee guida internazionali, europee e nazionali (Agenda 2030 ONU, Obiettivi Sviluppo sostenibile, New Green deal etc.) e per creare un campus vivibile per studenti, docenti e personale.
La gestione dei laboratori di ricerca, la manutenzione degli apparati, l’acquisto di materiale di consumo, sono centrali per la nostra Università se davvero vuole eccellere nella ricerca contribuendo a difendere e migliorare la reputazione acquisita negli anni. Il tema dei laboratori va declinato in relazione ai domini di conoscenza: un campo, una biblioteca, una collezione di opere d’arte, manufatti, stampe, un’esposizione, una raccolta di beni archeologici, architettonico-paesaggistici, naturalistici, storico-artistici o di apparecchiature scientifiche sono tutti laboratori di conoscenza, patrimonio del nostro Ateneo. La costituzione di un programma per donatori esterni all’Ateneo potrà essere un mezzo per la realizzazione di nuove strutture e per il potenziamento di quelle esistenti.
Un piano pluriennale per le infrastrutture di ricerca, attrezzature aggiornate, per garantire spazi adeguati anche per collezioni e beni di valore storico-artistico, è oramai ineludibile, in relazione al progresso scientifico-tecnologico, alla consistenza del patrimonio dell’Ateneo e, contemporaneamente, all’obsolescenza di strumentazioni e degli spazi fondamentali per la ricerca; ulteriori investimenti sono necessari per disporre di piattaforme condivise per la loro fruizione, per l’accesso all’editoria scientifica, banche dati e strumenti per la ricerca bibliografica e documentale.
La logica dell’open science di condivisione, collaborazione, trasparenza va sostenuta con repository istituzionali, politiche di accesso aperto e iniziative di formazione su come rendere i propri dati FAIR (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable).
3.8 Etica, equità e trasparenza della ricerca
La dimensione etica è il terreno su cui l’ecosistema poggia: senza fiducia, responsabilità condivisa e regole chiare, la ricerca perde legittimità. Garantire equità e integrità scientifica significa creare un ambiente di ricerca sano, sostenibile e coeso.
La ricerca contemporanea e futura si troverà ad affrontare in maniera sempre più centrale e sfidante tematiche connesse all’etica dell’azione scientifica stessa così come dell’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale, bioetica e protezione e diffusione dei dati. Per fronteggiare queste sfide, ritengo opportuna l’istituzione di un comitato etico indipendente per la valutazione della compliance della ricerca nel nostro Ateneo agli standard internazionali di garanzia rispetto a tutte le parti coinvolte in ogni progetto/iniziativa e rispetto a interessi sociali diffusi considerati meritevoli di tutela dalla legislazione nazionale e internazionale. Sarà parte integrante di questa strategia la creazione di policy interne efficaci sull’integrità scientifica e sulla sicurezza della ricerca – in collaborazione con i Comitati Etici e le strutture preposte.