Governance partecipativa e collegialità
La governance è il cuore pulsante dell’Università; come tale deve essere costantemente orientata alla trasparenza, all’ascolto e alla partecipazione attiva di tutte le componenti dell’Ateneo nelle decisioni. Solo una governance condivisa può rispondere efficacemente alle esigenze di una comunità complessa e articolata come quella accademica. Ritengo necessario costruire un modello di governo che non si limiti a prendere decisioni a calarle dall’alto, ma che sia capace, invece, di intraprendere un processo partecipativo, che coinvolga, nella formulazione, studenti, docenti, personale tecnico amministrativo e rappresentanti del territorio.
La trasparenza, intesa come accesso chiaro e agevole alle informazioni, è il principio che deve guidare ogni decisione. Nel modello di governance partecipativa che propongo ogni atto, dalla pianificazione alla realizzazione, deve essere accessibile e comprensibile per tutti, in modo che ogni membro della comunità possa monitorare, comprendere e, se necessario, criticare in un’ottica costruttiva le azioni di governo. La trasparenza genera fiducia e la fiducia è alla base di ogni sistema efficiente e performante.
Una governance partecipativa non può essere solo un concetto astratto: deve concretizzarsi in azioni che favoriscono un dialogo continuo e costruttivo tra tutte le componenti dell’Ateneo.
Per illustrare compiutamente il mio progetto di governance universitaria è senz’altro necessario, preliminarmente, convergere su una definizione che ne chiarisca gli obiettivi. Ritengo che una valida sintesi della nozione possa trarsi dalla formula: “sistema di governo dei singoli atenei più idoneo a soddisfare le esigenze della collettività e dei loro utenti”. Tale definizione richiama, infatti, tre concetti fondamentali nella mia visione di Università, intorno ai quali vorrei costruire il mio programma: “Sistema di Governo”, “Soddisfacimento delle esigenze” e “Collettività”.
Intendo rafforzare sostanzialmente il ruolo del Senato Accademico, del Consiglio di amministrazione, dei Dipartimenti e delle rappresentanze studentesche e del personale nelle scelte strategiche che riguardano l’Ateneo. Ogni componente dovrà avere la possibilità di esprimere il proprio punto di vista, animare le discussioni e contribuire alla definizione delle politiche.
A tal fine, attiverò una serie di spazi di confronto e consultazione periodici, che prevedano la partecipazione attiva di tutte le parti coinvolte nei processi decisionali, per esempio, attraverso tavoli tematici sui principali temi strategici, come la didattica, la ricerca, il benessere degli studenti, e la sostenibilità, in cui ogni componente possa dare il proprio contributo in modo strutturato e organizzato.
Mi impegno, altresì, a sollecitare i rappresentanti negli Organi collegiali affinché incontrino periodicamente, con cadenza almeno semestrale, i loro rappresentati in riunioni pubbliche durante le quali andranno discussi i principali temi trattati e verranno spiegate le posizioni prese, dando così conto dei risultati del loro mandato istituzionale.
6.1 Criteri di Nomina dei delegati
In quest’ottica, procederò alla nomina di delegati individuati in colleghi competenti per materia, scelti in base a profili di esperienza e visione strategica, superando la tradizionale suddivisione tra area umanistica e area scientifica: ogni delega sarà attribuita per l’intero Ateneo, con responsabilità trasversali. Oltre l’etichetta della materia “delegata”, prevedo che le funzioni e i compiti dei delegati siano chiaramente definiti e pubblicati sul sito web di Ateneo. Ogni delegato avrà il compito di coordinare una commissione di lavoro tematica, composta da membri della comunità accademica e tecnici esperti, incaricata di sviluppare proposte e attuare azioni coerenti con gli obiettivi assegnati.
I lavori delle commissioni dovranno procedere in base a obiettivi strategici chiari e piani di azioni con tempi prestabiliti, e ciascun delegato sarà tenuto a redigere una relazione annuale sull’attività svolta che contribuirà, tra l’altro al monitoraggio periodico degli indicatori strategici e al riesame del Sistema di Governo. Tali documenti saranno condivisi pubblicamente attraverso il portale di governance trasparente.
Alla scadenza dei primi tre anni del mandato verrà, inoltre, avviato un processo di monitoraggio complessivo di tutte le deleghe, attraverso la consultazione di tutte le componenti accademiche, con le quali valutare gli impatti generati, i risultati ottenuti e le criticità rilevate. Il monitoraggio della funzione delegata e dell’attività svolta è un’azione essenziale per il riallineamento dell’attuale programma alle nuove o mutate esigenze oltre che per correggere errori o mancanze emerse durante il primo triennio del mandato del Rettore.
È mia intenzione introdurre una delega al bilancio e al Controllo di Gestione di Ateneo, come previsto in altri atenei italiani (es. Bologna, Milano, Tor Vergata). Considero questa scelta fondamentale per una pianificazione, gestione e rendicontazione più trasparente e responsabile delle risorse dell’Ateneo che non possono essere intesi come processi meramente tecnici, ma devono necessariamente assumere una valenza politica in considerazione dello sviluppo integrato tra strategia, processo di budgeting e rendicontazione.
Il Delegato al Bilancio e al Controllo di Gestione svolgerà, infatti, un ruolo di raccordo tra il Rettore, gli Organi collegiali e la struttura amministrativa, garantendo la piena valorizzazione delle risorse economico-finanziarie e patrimoniali, la coerenza rispetto a pianificazione, sostenibilità e monitoraggio del quadro economico‑finanziario dell’Ateneo, con proiezioni nel breve e medio periodo, nonché l’attuazione dei processi di controllo di gestione.
Un altro punto fondamentale sarà il rafforzamento del Collegio dei Direttori di Dipartimento, che deve tornare a svolgere un ruolo pienamente strategico e di coordinamento organizzativo all’interno della governance, assicurando quel ruolo partecipativo alle decisioni dell’Ateneo secondo un processo bottom up. Intendo valorizzare questo organo anche come sede di confronto, che aiuta ad armonizzare esigenze e procedure nel rispetto della specificità delle aree culturali e disciplinari e come sede di dialogo delle singole strutture tra loro, e fra queste ultime e gli organi di Ateneo. Va evitata ogni duplicazione o ridondanza tra organi, riconoscendo al Collegio dei Direttori la sua specifica funzione puramente consultiva e di raccordo tra le politiche centrali e i fabbisogni delle strutture operative. Il suo rilancio non può che passare da una programmazione frequente e stabile dei lavori, dalla condivisione preventiva dei temi strategici e da una rinnovata capacità di proposta dei Dipartimenti sulle linee di sviluppo dell’Ateneo in una logica, come detto, bottom up, che bilancia un processo decisionale top down. Come per tutti gli altri organi, i verbali del Collegio dovranno essere disponibili alla collettività al fine di consentire la condivisione delle decisioni e proposte.
6.2 Il Consiglio degli Studenti
Il Consiglio degli Studenti è il massimo organo di rappresentanza della componente studentesca. È il luogo in cui prende forma la voce collettiva degli studenti, dove si esprimono idee, si elaborano proposte, si difendono diritti. Eppure, negli ultimi anni, questo organo è stato troppo spesso ignorato dalla governance di Ateneo, relegato ai margini dei processi decisionali, ascoltato poco, valorizzato ancora meno.
Credo fortemente che il Consiglio degli Studenti debba tornare al centro della vita politica e istituzionale dell’Università di Salerno. Non per cortesia, ma perché è giusto. Perché la democrazia accademica non può esistere senza il coinvolgimento reale degli studenti. Il mio impegno è chiaro: riattivare un dialogo stabile, diretto e costruttivo con il Consiglio, garantendo ascolto, trasparenza e possibilità concrete di incidere. Il Consiglio deve poter discutere, proporre, vigilare. Deve avere gli strumenti per farlo. Deve essere riconosciuto come interlocutore politico a tutti gli effetti, con pari dignità rispetto agli altri organi.
Non si può parlare di Università del futuro senza partire dai suoi studenti. E non si può parlare di studenti senza dare valore alle loro rappresentanze. Restituire forza al Consiglio degli Studenti significa credere davvero nella partecipazione, nella responsabilità condivisa, nella costruzione di un Ateneo più giusto, vivo e coraggioso.
6.3 Trasparenza nella gestione e nelle decisioni
La trasparenza deve essere il principio guida di ogni scelta, dalla gestione delle risorse finanziarie alle decisioni politiche. Ogni atto, ogni scelta, ogni piano strategico deve essere argomentato, comunicato e documentato in modo chiaro e accessibile. Non basta che le decisioni siano prese in modo collegiale: devono essere anche comprensibili e motivate. Voglio che ogni membro della comunità accademica, e non solo, possa accedere facilmente alle informazioni relative alle politiche adottate, alle risorse assegnate e ai risultati raggiunti. Per raggiungere questo obiettivo, introdurrò una sezione aggiuntiva nel sito web dedicata alla governance trasparente, un sistema digitale che permetta di rendere sistematicamente pubblici, ai membri della comunità, i documenti relativi alla gestione dell’Ateneo considerata la vigente normativa che spinge in tale direzione, nel rispetto ovviamente delle esigenze ineludibile di riservatezza che contengono e contemperano quelle di trasparenza e pubblicità.
Questo portale non sarà solo un archivio, ma uno strumento di partecipazione attiva, in cui gli studenti, il personale tecnico amministrativo e i docenti potranno interagire direttamente con le informazioni, fare domande e avanzare proposte e, soprattutto, controllare quotidianamente tutte le iniziative prese in stretta relazione ai punti trattati dal programma.
Voglio, inoltre, che la rendicontazione delle risorse finanziarie sia chiara e facilmente comprensibile, anche grazie al delegato al bilancio e al Controllo di Gestione. Ogni membro della comunità accademica deve poter comprendere e verificare come vengono utilizzati i fondi pubblici, come vengono allocate le risorse per i diversi progetti, e come vengono valutati i risultati. Ogni anno, verranno pubblicati rapidi bilanci di sintesi e reportistiche del controllo di gestione, che riassumano l’impiego delle risorse in modo trasparente, includendo obiettivi raggiunti, criticità emerse e azioni correttive adottate.
6.4 Verbalizzazione e pubblicizzazione delle sedute degli organi collegiali
Un passo concreto verso una governance aperta e trasparente sarà l’introduzione di un sistema di verbalizzazione puntuale delle sedute del Senato Accademico e del Consiglio di amministrazione. Voglio che ogni componente della comunità accademica possa seguire, in tempo reale, i lavori di questi organi, per capire le scelte che vengono fatte e come vengono prese. A differenza della consuetudine, che vede una verbalizzazione sommaria e per punti principali, ogni seduta sarà verbalizzata riportando accuratamente ciascun intervento, consentendo la registrazione e la successiva trascrizione. In seguito, i verbali saranno disponibili per tutti coloro che vorranno consultarli. Questo contribuirà a rafforzare il senso di partecipazione e a garantire una maggiore apertura nei confronti delle decisioni prese.
I verbali saranno riservati alla comunità universitaria, nella sezione “governance trasparente” con un sistema di autenticazione che garantirà l’accesso solo a chi è autorizzato. Non voglio che la trasparenza si limiti alla comunicazione delle decisioni, ma che diventi una pratica quotidiana che consenta a tutti di avere voce in capitolo. La trasparenza, infatti, è la base per un dialogo costante e per il miglioramento continuo della gestione dell’Ateneo.
6.5 Monitoraggio e rendicontazione delle politiche
Ogni decisione che prenderò, insieme agli altri organi di governo, dovrà essere accompagnata da un monitoraggio continuo. Ogni politica dovrà essere valutata in base ai risultati ottenuti, e sarà necessario rendicontare i progressi fatti. Voglio introdurre un sistema di rendicontazione partecipata, che permette alla comunità di seguire l’andamento delle politiche in modo chiaro e accessibile. Non mi limiterò a pubblicare i risultati raggiunti, ma coinvolgerò anche gli studenti e il personale nel processo di valutazione, per garantire che le politiche siano effettivamente rispondenti alle esigenze della comunità. Ogni anno, verrà presentato un rapporto di sintesi, in cui saranno evidenziati i principali risultati ottenuti, le criticità emerse, e le azioni correttive che sono state adottate. Questo rapporto sarà uno strumento per alimentare il dialogo con la comunità e per creare un circolo virtuoso di miglioramento continuo.
6.6 Formazione continua sulle pratiche di partecipazione
Un altro aspetto fondamentale sarà la formazione continua sulla partecipazione. Ogni membro della comunità accademica, dalle rappresentanze studentesche al personale docente e tecnico-amministrativo, deve essere consapevole del proprio ruolo nella governance dell’Ateneo. Per questo, promuoverò percorsi di formazione che facciano comprendere i processi decisionali, l’importanza della partecipazione e come ogni componente possa contribuire attivamente alla vita dell’Ateneo. Verranno inoltre introdotti corsi intensivi e approfonditi per i nuovi Direttori di Dipartimento, Presidenti di Consiglio Didattico e Coordinatori di Dottorati così da supportare nelle fasi di avvio agli incarichi.