L’Internazionalizzazione

L’internazionalizzazione è una leva strategica per affermare l’identità e il ruolo dell’Ateneo in un mondo interconnesso. Non è un elemento accessorio, ma una prospettiva trasversale che deve attraversare la didattica, la ricerca, la governance, la vita quotidiana di studenti, docenti e personale tecnico amministrativo. Internazionalizzare significa aprirsi al mondo con curiosità, responsabilità e ambizione, per formare cittadini globali e costruire reti di conoscenza e collaborazione durevoli. Territorialmente, la nostra Università si colloca nel cuore del Mediterraneo, in un’area ricca di storia, cultura e di beni artistici che hanno grande attrattività e interesse. Inoltre, la Campania è caratterizzata da peculiari attività industriali, dall’agro-alimentare, alla meccanica di precisione per l’aerospazio e per l’automotive, al manifatturiero, al farmaceutico, ai servizi logistici ed informatici. La nostra Università deve diventare volano per sviluppare ulteriormente le eccellenze territoriali, partecipando ai processi di arricchimento culturale, di innovazione, di trasformazione e globalizzazione del comparto industriale. Una cultura diffusa dell’internazionalizzazione.

5.1 Una cultura diffusa dell’internazionalizzazione

L’internazionalizzazione deve diventare parte integrante della cultura organizzativa dell’Ateneo, un obiettivo comune della comunità universitaria. Non può, pertanto, essere relegata a iniziative sporadiche, al supporto di singoli uffici o all’impulso discrezionale di alcuni docenti, ma esige il coinvolgimento attivo e sistematico di tutte le componenti accademiche. A tal fine, un delegato, coadiuvato da una commissione dedicata, assicurerà il coordinamento delle azioni strategiche per la partecipazione alle diverse forme di cooperazione internazionale, promosse dall’Agenzia Nazionale o dall’Agenzia Esecutiva Europea per l’Istruzione e la Cultura. Risulta cruciale stimolare, supportare e valorizzare le esperienze internazionali del corpo docente e del personale tecnico amministrativo, sia in un’ottica di arricchimento personale e professionale individuale che in quella di crescita della qualità della didattica, della ricerca e di organizzazione della comunità tutta. Vanno inoltre previsti e promossi corsi di formazione e di lingua per il personale tecnico amministrativo che abbia una vocazione a dedicarsi alla realizzazione di progetti di mobilità e cooperazione internazionale.

5.2 Mobilità internazionale: opportunità per tutte e tutti

Considero fondamentale elaborare nuove linee strategiche, nuove azioni di sensibilizzazione e informazione sulle opportunità, per incentivare la mobilità fin dai primi anni dei corsi di laurea triennale, magistrale e a ciclo unico, affinché un periodo di studio o di ricerca all’estero sia sempre più considerato dagli studenti come parte integrante e irrinunciabile del loro percorso formativo. È cruciale sottolineare il valore aggiunto di tale esperienza per la crescita personale, come cittadini di un mondo globale e l’importanza di incrementare la dimensione internazionale della didattica offerta.
Non è sufficiente, anche se necessario, un ampliamento dell’offerta formativa in lingua inglese e doppi titoli: occorre rafforzare, sostenere e stimolare le opportunità di mobilità internazionale per studenti, dottorandi, personale docente e tecnico amministrativo.

Vanno sicuramente riviste le politiche degli accordi Erasmus per favorire quelli caratterizzati da uno scambio proficuo di studenti e docenti e vanno stipulati nuovi accordi e convenzioni con Università e Centri di ricerca di eccellenza in Europa e nel mondo. Tuttavia, un grande impulso può venire dalla definizione di protocolli d’intesa con aziende e organizzazioni europee e internazionali come, ad esempio, ICCROM (International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property), ECHA (European Cultural Heritage Alliance), EPO (Ufficio Brevetti Europeo) e EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) – per la realizzazione di tirocini professionalizzanti all’estero.

Sono necessari incentivi alla mobilità, borse di studio adeguate, tutoraggi personalizzati e percorsi formativi compatibili per agevolare la partecipazione anche da parte degli studenti con minori opportunità. Ogni studente dell’Università di Salerno deve potersi sentire parte di una comunità europea e globale.

5.3 Accoglienza, inclusione e servizi per studenti internazionali

Un Ateneo internazionale è anche un luogo accogliente. Con questo obiettivo andranno potenziati l’Ufficio dedicato all’Internazionalizzazione e i servizi per studenti stranieri, offrendo supporto personalizzato fin dal primo contatto.
Il sostegno alla mobilità internazionale passa attraverso l’istituzione di servizi come il Buddy System e l’insegnamento della lingua italiana per stranieri, ma anche la promozione del dialogo interculturale, valorizzazione della diversità come risorsa e lo stimolo al protagonismo delle associazioni studentesche internazionali. In particolare, coinvolgeremo gli studenti stranieri già presenti in Ateneo, a vario titolo, e gli studenti che hanno vissuto un’esperienza internazionale, in una rete di accoglienza attiva che operi prima dell’arrivo degli studenti internazionali e li accompagni durante e dopo la loro permanenza. In particolare, la creazione di un’associazione di Alumni stranieri potrebbe fungere da ponte per l’ingresso in Ateneo delle future generazioni. Gli Alumni agirebbero come veri e propri ambasciatori culturali, offrendo supporto pratico e mentoring, e contribuirebbero a tessere una preziosa rete professionale e personale internazionale per i suoi stessi membri.

Organizzeremo delle iniziative di incontro e culturali di scambio reciproco per lo sviluppo di una comunità internazionale viva all’interno dell’Ateneo.

La facilitazione dell’incoming prevede anche la stipula di accordi quadro con Questura, Prefettura, ASL e Comuni per facilitare le procedure amministrative legate all’ingresso di cittadini stranieri, in particolare quelli extracomunitari.
Affronteremo il problema delle residenze da assegnare a visiting professor e studenti stranieri che giungono nel nostro Ateneo durante l’anno accademico e non possono accedere all’assegnazione tramite graduatoria ADISURC.

5.4 Offerta formativa internazionale

La dimensione internazionale della didattica va sicuramente incentivata, come già detto, con l’offerta di corsi di studio in lingua inglese e percorsi a doppio o multiplo titolo, ma anche con l’organizzazione di Summer e Winter School internazionali, rese accessibili agli studenti dei corsi di studio. Vogliamo promuovere la nascita di programmi interateneo innovativi, incentrati su temi strategici e interdisciplinari. Vogliamo incentivare e strutturare in modo sistemico le classi internazionali, i gruppi di co-docenza e le esperienze di stage all’estero.

5.5 Ricerca e cooperazione scientifica globale

L’internazionalizzazione della ricerca è essenziale per attrarre risorse, talenti e opportunità. Sosterrò con convinzione la partecipazione a progetti europei e internazionali, in particolare Horizon Europe, Erasmus+ KA2, Marie Skłodowska-Curie Actions e cooperazioni bilaterali strategiche e a reti di Ateneo (Neolaia etc.) Anche in questo ambito, promuoverò corsi di formazione per il personale tecnico amministrativo e docente come supporto alla stesura, gestione e rendicontazione di progetti internazionali. Incentiverò i sabbatici e le mobilità per ricerca all’estero, la presenza di visiting professor, la costruzione di network tematici. Ogni dipartimento sarà coinvolto nella costruzione di un’agenda scientifica globale.

5.6 Governance, strutture e supporto

L’internazionalizzazione richiede una governance efficace, una visione condivisa e un’organizzazione capace di accompagnare processi complessi. Se intendiamo conseguire un miglioramento netto degli esiti delle politiche di internazionalizzazione, non è sufficiente l’impegno dei delegati, il supporto degli Uffici preposti e il monitoraggio di indicatori numerici (n. docenti, ricercatori, studenti, n. di accordi, n. CFU acquisti etc.). È necessario rafforzare la struttura centrale con competenze multilingue, digitali e interculturali in modo che possa agire da hub rispetto alle diramazioni dipartimentali e dei corsi di studio.

È imprescindibile costruire una regia trasversale tra Ateneo, dipartimenti, studenti e personale; darsi obiettivi misurabili, sottoporli a valutazioni periodiche, monitorarne i risultati non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi, ovvero di efficacia, quindi perseguire un processo caratterizzato da: analisi di contesto, individuazione delle criticità, (quali le scarse competenze linguistiche), investimenti economici, pianificazione di azioni diverse, definizione di target da conseguire, monitoraggio dello sviluppo delle azioni e dei risultati, valutazione degli outcome finali con l’ausilio anche di strumenti digitali e di reportistica evoluti. Tra le azioni incentivanti, rientrano certamente la promozione di sistemi premiali per gli studenti e per i ricercatori inseriti in reti e in collaborazioni internazionali e i contributi per iniziative culturali di disseminazione di respiro internazionale.

5.7 Università globale, comunità locale

Internazionalizzare significa anche valorizzare il territorio in una chiave nuova. Promuoverò iniziative di scambio culturale con le scuole, enti locali e associazioni. L’Università sarà un ponte tra il locale e il globale, uno spazio di dialogo tra culture, competenze e prospettive. Ogni studente, docente o ospite straniero sarà parte di una comunità accademica che si prende cura del suo capitale umano, che genera reti e che costruisce orizzonti comuni.

Vorrei un’Università che non si limiti a osservare il mondo, ma che lo attraversi, lo interroghi, lo trasformi attraverso le idee, le persone, la conoscenza.

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